Curvature del Pene

La normale elasticità degli starti tissutali del pene è importantissima per la funzione erettile. Durante l’erezione il pene si riempie di sangue e grazie alla elasticità delle strutture aumenta la circonferenza e la lunghezza.

Nel pene normalmente elastico si ha una erezione dritta. La curvatura congenita o acquisita del pene è data da diminuzione di elasticità di uno o più strati del pene che porta alla riduzione di lunghezza di una porzione dei corpi cavernosi. La curvatura può essere ventrale, dorsale, laterale o complessa.

Specifiche patologie del pene curvo congenito

Durante lo sviluppo del pene si possono creare dei difetti di spessore e di elasticità delle fasce di rivestimento del pene. Il pene curvo congenito può essere associato o meno ad ipospadia. Esistono 5 tipi di recurvatum ma il più frequente, tipo 4, è dato da anomalia di sviluppo dei corpi cavernosi con uretra e fasce di rivestimento normali, ed il tipo 2, con uretra e corpi cavernosi normali ma anomalie di alcune fasce.

L’incidenza del pene curvo congenito, secondo alcuni autori, è dello 0,037%. Il pene ha una curvatura ventrale nel 50% dei casi, laterale nel 25% (20% a sinistra e 5% a destra), una combinazione fra ventrale e laterale nel 20% e dorsale nel 5% dei casi. Il grado di deviazione è variabile: maggiore di 60° nel 16% dei casi; fra 30 e 60° nel 44%; meno di 30° nel 40% dei casi. Nel recurvatum congenito il pene ha di solito una lunghezza maggiore rispetto alla media. Prima di sottoporre il paziente a correzione chirurgica viene sempre valutata la curvatura in erezione, con erezione farmaco indotta o con visualizzazione di autofotografia che il paziente.

Durante l’intervento viene sempre eseguita e fotografata la curvatura in erezione. L’accesso chirurgico può essere attenuto con incisione sottocoronale, sotto il glande, e scollamento in basso della cute e del dartos fino a scoprire la fascia più profonda, fascia di Buck. Una modifica personale alla chirurgia del recurvatum consiste in un accesso basopenieno, più estetico, senza sequele talvolta presenti con l’incisione sotto il glande, con più rapida ripresa funzionale, minore traumatismo e maggiore rapidità di esecuzione. La tecnica di raddrizzamento vero e proprio consiste nel creare delle “plicature”, dopo cruentazione della superficie dell’albuginea, sulla superficie del lato convesso, su cui vengono posti dei punti di sutura a lento riassorbimento, introflettenti. Il risultato viene sempre valutato con nuova erezione artificiale intra operatoria e fotografato.

Si ha sempre un modesto raccorciamento del pene, dovuto alle plicature, dell’ordine di 1-2 cm,del resto accettabile in pazienti con pene più lungo del normale, come sopra esposto. Nei pazienti con pene corto e curvo non adottiamo questa tecnica perchè un raccorciamento anche di 1cm. sarebbe invalidante. In questi casi eseguiamo un’incisione sul lato concavo e posizioniamo un innesto con tessuto venoso preso dalla vena grande safena. Per questa chirurgia più delicata, adottiamo l’accesso basopenieno o sottocoronale a seconda dei casi.

L’intervento è eseguito in anestesia peridurale o spinale o in alcuni casi generale. Viene di solito posizionato un catetere vescicale per 24 ore ed il paziente viene dimesso dopo circa 24-36 ore. L’attività sessuale viene consigliata di solido dopo 30-40 giorni.