Ipertrofia prostatica benigna

L’iperplasia o ipertrofia prostatica benigna (IPB), semplicemente chiamata anche ipertrofia prostatica (in passato era impropriamente chiamata adenoma prostatico), è un aumento volumetrico benigno (non è un tumore!) della prostata, con caratteristiche uniche.

La prostata è una ghiandola che fa parte dell’apparato genitale maschile, a forma di castagna, situata inferiormente alla vescica.

È attraversata dal primo tratto dell’uretra, il condotto che porta l’urina dalla vescica verso l’esterno, come un tunnel attraversa una montagna.La patologia consiste in un ingrossamento di una porzione della ghiandola (detta zona di transizione) intorno alla parte prossimale (più vicina alla vescica) dell’uretra prostatica: questo aumento volumetrico si sviluppa a manicotto, aumenta la lunghezza dell’uretra e, soprattutto, impedisce all’uretra di allargarsi a imbuto, quando la vescica deve svuotarsi durante la minzione.

Di fatto, se l’uretra prostatica non si allarga ad imbuto sotto la spinta pressoria generata dalla contrazione della vescica, si realizza un ostacolo idraulico che disturba lo svuotamento della vescica.

Quali sono le cause dell’ipertrofia prostatica benigna?
Essendo un’evoluzione naturale di una porzione del tessuto prostatico in tutti gli uomini all’avanzare dell’età, non ha una causa specifica propria: i fattori (ormonali, biochimici, nutrizionali, ecc.) che governano la fisiologia della prostata, evolvendo e mutando con l’avanzare dell’età del soggetto, governano anche la sua evoluzione nello sviluppo dell’ipertrofia.

L’ipertrofia prostatica benigna si sviluppa con caratteristiche (forma, volume, progressione) diverse da soggetto a soggetto, proprio perché ciascun individuo ha soggettive quantità e qualità dei fattori sopracitati.

Quali sono i sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna?
L’ostacolo che l’ipertrofia prostatica benigna realizza allo svuotamento della vescica è indipendente dal volume dell’ipertrofia prostatica benigna stessa: prostate piccole possono ostacolare molto e prostate grandi possono essere compiacenti. Questo dipende dalle caratteristiche del tessuto, più o meno rigido a seconda dei casi.

In ogni caso, l’ostacolo disturba lo svuotamento della vescica (la minzione), perché la vescica non è in grado di aumentare la sua forza per vincere l’ostacolo. Si realizza pertanto una progressiva difficoltà ad urinare: bisogno di urinare spesso, necessità di alzarsi per urinare una o più volte durante la notte, bisogno improvviso ed irrefrenabile di urinare, soprattutto quando si torna a casa dopo una passeggiata o si apre il rubinetto dell’acqua.

Il getto dell’urina diventa debole, sottile, talvolta intermittente, talvolta con sgocciolamento al termine della minzione e sensazione di non avere svuotato completamente la vescica. A volte è necessario aspettare alcuni secondi prima di riuscire ad urinare o bisogna aiutarsi “spingendo”, ossia contrando i muscoli della pancia.

Quando i disturbi durano da tempo si può arrivare all’incontinenza (quando scappa, non si fa in tempo ad arrivare alla toilette e ci si bagna) o all’incapacità di urinare (ritenzione d’urina), con necessità di mettere un catetere vescicale.

L’ostruzione allo svuotamento della vescica può provocare, se si trascurano i sintomi, anche conseguenze o complicanze quali: calcoli vescicali, diverticoli vescicali (ernie della mucosa vescicale), ematuria (presenza di sangue nelle urine), dilatazione delle alte vie escretrici urinarie (reni ed ureteri) e talvolta, se si trascurano i sintomi, insufficienza renale.

I sintomi del basso apparato urinario (aumentata frequenza diurna e notturna, getto urinario debole, urgenza alla minzione), anche se non esclusivi dell’ostruzione da ipertrofia prostatica benigna, sono un primo avviso diagnostico che deve far sospettare la presenza di un’ipertrofia prostatica benigna che ostacola lo svuotamento vescicale.

Diagnosi

Una visita urologica potrà identificare, con l’esplorazione rettale, le caratteristiche della prostata e quindi la presenza e le caratteristiche dell’ipertrofia prostatica benigna.

La visita urologica potrà essere completata da indagini per confermare la pertinenza dei sintomi all’ipertrofia prostatica benigna e per escludere altre malattie o alterazioni che possono causare sintomi analoghi o che possono concorrere ad aggravare i sintomi causati dall’ipertrofia prostatica benigna stessa.

Nella fattispecie, gli esami che sono opportuni per completare la diagnosi sono:

    • check-mark-1sesso: Uroflussimetria, per quantizzare oggettivamente le caratteristiche del getto urinario.
    • check-mark-1Ecografia dell’addome, per escludere complicanze quali calcoli, diverticoli, dilatazioni di reni o ureteri e per identificare la presenza di residuo di urina in vescica dopo aver urinato.
    • check-mark-1PSA, per escludere, insieme all’esplorazione rettale, la presenza di altre malattie prostatiche.